Pubblicazioni e recensioni 2019-2018

Associazione Culturale “Biblioteca Enigmistica Italiana - G. Panini”

Piazza della Bilancia, 31 - Campogalliano (MO)
 
 
 
Logo BEI 
 
 
 
 

Pubblicazioni enigmistiche e stralci delle recensioni apparse sulla stampa e sulle riviste specializzate

 

 

  

 
 
 
 

("La Sibilla" n. 5-2019, pag. 217)
   In occasione del Congresso di Alessandria, il Dottor Tibia ha presentato un gioco visivo che consisteva nell'individuare due volti sovrapposti di colleghi enigmisti. Alla fine si è rivelata una galleria di visi inquietanti, ma di grande effetto umoristico.
   Il fascicolo di 72 pagine a colori raccoglie questa singolare galleria in cui appaiono enigmisti presenti e assenti al Congresso. Grazie dunque al Dottor Tibia che ci ha dato un'altra prova della sua geniale inventiva.

 

 

("Penombra", n. 10-2019, pag. 3)
   Gli acquerelli di Ettore Roesler Franz continuano a stimolare la mente di Lionello. Lo scorso anno egli stampò un libro in cui fece diventare cinquanta dei famosi e preziosi acquerelli di Roma sparita dei rebus e ne fece omaggio a pochi fortunati congressisti. Quest'anno, in occasione del Congresso enigmistico di Alessandria, Lionello ha voluto ripetere il dono e ha dato alle stampe un bel libro in cui sono state riprodotte altre cinquanta opere del grande pit­tore e acquerellista romano, arrivando così a rendere dei rebus quasi tutta l'opera di Roma sparita che è di 120 acquerelli. La tiratura è limitatissima: appena cinquanta esemplari, perciò è un libro ancor più prezioso che farà la felicità di pochi appassionati, che potranno, oltre che avere il piacere di risolvere i lavori proposti, avere anche il piacere di vedere la bellezza di una Roma che non c'è più e che Ettore Roesler Franz ha mirabilmente riprodotto.

(Felice Paniconi, "Leonardo" n. 4-2019, pag. 23)
   Ad Alessandria Lionello ... si è presentato con il suo ultimo libro di Rebus: Roma Sparita, in 50 rebus, vol. II. Il primo volume era stato realizzato in occasione del convegno svoltosi a Roma: nella prefazione, che avevo avuto il piacere di curare, scrissi "Osservando e giocando con i rebus di questo libro si intuisce che l'incontro (rebus di Lionello e quadri di Roesler Franz) è un incontro felice. Il pittore ha saputo cogliere e rappresentare i momenti di una città con colori e particolari capaci di esaltare la grandezza della città eterna e su questi l'occhio di Lionello è andato a porre i suoi rebus con soluzioni somiglianti alle massime classiche che invitano alla mitezza, alla bontà e alla riflessione … Aggiungere gioco al gioco, arte all'arte, vita nuova alla vita, questo sembra essere il messaggio di Lionello con il suo silenzioso ma alto talento." Gli acquerelli di Ettore Roesler Franz sono rimasti im­pressi nella mente e nel cuore dell'enig­mi­sta romano che ha continuato a interrogarli traendone interessanti rebus …

  

 

N.B. L'opuscolo è scaricabile qui

("Penombra" n- 7-2019, pag. 17)
   Quanti sono i Carneade del nostro piccolo-grande club degli enimmi? Tanti, forse la maggior parte ... «Crediamo che quelli meno famosi, o addirittura sconosciuti ai più, siano altrettanto preziosi e meritino tutta la nostra atten­zione e gratitudine», è scritto nell'introduzione dell'Opuscolo curato da Pippo e Pasticca … Opuscolo, amorevol­mente dedicato ai "travet" e ai "manovali" dell'enimmi­stica – che Favolino definiva "abbonati silenti" … – cioè a "Signore e Signori" senza titoli accademici, non «appartenenti a settori intellettuali: professori, medici, ingegneri, letterati o similari categorie» come "l'ostricaro" viareggino Il Mago Bussapepe, come il disegnatore meccanico Belcar …; o come Aldo Manuzio che – pensate un po'! – lavorava nella tipografia dove si stampava la Diana d'Alteno. Senza dimenticare Sergio Amperi, il "biciclettaro" livornese più volte citato da Ciampolino nei suoi ricordi enimmistici o la piccola, dolce Giorgina, abile solutrice e colonna del Gruppo Roma.
Leggerete venti brevi racconti di vita enimmistica anzi: di "Una vita per l'enigmistica" – che è appunto il titolo del capitolo dedicato ai nostri anonimi amanti della Sfinge … Un Opuscolo da leggere "tuttodunfiato", ma non solo, da stampare e conservare in biblioteca, grazie all'idea di Pippo e Pasticca che chiude così la sua presentazione: «L'idea di rendere omaggio a colui che abbiamo inteso chiamare "l'enigmista ignoto" nasce proprio dal desiderio di riportare all'odierna attenzione alcune figure, spesso umili non meno che stravaganti, probabilmente poco ricordate per i loro giochi ma che comunque meritano di essere conosciute e poste ad esempio per un attaccamento ge­nuino, veramente encomiabile alla nostra nobile "causa"».

  

 

 
 

(Federico, "Penombra" n. 5-2019, pag. 18)
   Dall'enigmistica alla ludolinguistica, dal gioco narrativo secondo i canoni della letteratura potenziale a ogni altra attività con l'attenzione costante a non rimanere schiacciati dalla confu­sione di vortici incontrollati di lettere: «enor­mi pesi le parole», leggiamo in una poesia scritta da Carmelo Filocamo … Un interessante e stimolante volume dato recentemente alle stampe da Argon con paragrafi che «riprendono per massima parte il contenuto di una rubrica settimanale condotta per oltre un decennio sulle pagine del quotidiano napoletano Il Mattino» … Non è solo Fra Diavolo a vantare un'intensa presenza su “Enigmi e dintorni”: sul volume leggiamo sovente di Italo Calvino così come di Umberto Eco … ammiriamo giganti dell'arte palindromica e anagrammatica (da Anacleto Bendazzi a Tobia Gorrio, l'Arrigo Boito che scriveva a Eleonora Duse «le parole son fatte per giocare») e rintrac­ciamo – tra una miriade di pseudonimi, Favolino e tanti altri – i classici di Mario Daniele, (...). Impossibile natural­mente elencare tutti gli enigmisti citati nelle oltre trecento pagine del volume: da Ciampolino a Magopide, da Nucci a Zoroastro, oltre naturalmente a esponenti della Sfinge partenopea. Saranno quindi «enormi pesi le parole» ma la struttura del libro – e la varietà dei temi trattati con gli opportuni cambi di registro e di modalità espositive – consente di rendere piacevole e non ostica la lettura dell'insieme.

 

 

 

N.B. la pubblicazione è scaricabile qui

(Cesare, "Penombra" n. 3-2019, pag. 19)
   Al giorno d’oggi quando vogliamo scrivere a un enimmista il modo più frequente e più veloce è quello di sedersi al PC (o prendere in mano il telefonino) e inviare una mail oppure un messaggio sui social (…). Non è stato sempre così. Proviamo infatti a sfogliare “Caro Edipo, ti scrivo” … una recente pubbli­ca­zione che troviamo sul sito della BEI a firma Federico (…). Consiste in una raccolta di lettere e cartoline scambiate tra edipi del passato: tanta carta (e tanti francobolli!) e tante correzioni, effettuate o da effettuare … Non posso non citarne una che mi coinvolge a livello familiare: penso al sollievo che avrà provato mio padre quando finalmente Marin Faliero, al termine di tre pagine fitte di vari pensieri … comincia un paragrafo con «In ultimo» … Pagina 27 si apre con una famosa cartolina postale inviata da Dedalo a Cameo nel novembre 1919. Cent’anni fa? Sì... d’altra parte se Penombra è adesso entrata nel centesimo anno ci sono vari motivi ma la ragione fondamentale fu la decisione di Cameo di far nascere comunque una nuova rivista a fronte della «rude franchezza» di Dedalo che tentava in ogni modo di dissuaderlo dal «far uscire una nuova rivista enimmistica» …

 

   Il volume, curato dal figlio Carlo, raccoglie la multiforme produzione (studi sul dialetto, poesie, canzoni, scritti, conferenze e giochi enigmistici) di Eugenio Monopoli, che con lo pseudonimo di Filippide fu attivissimo sulle nostre riviste negli anni ’70, definito da Favolino “Personaggio vivamente estroso, dai molteplici ideali”.
   La parte enigmistica, di ben 117 pagine, riporta con le relative soluzioni tutti i giochi (in versi, crittografie e rebus), anche manoscritti e da lui stesso magistralmente illustrati, pubblicati sulle riviste da Filippide nei suoi anni di militanza enigmistica.

  

 

   Il sottotitolo “Ricordi e divagazioni in forma di zibaldino” preannuncia il contenuto e l’impostazione del volume: un documento a carattere familiare che percorre tutta la vita enigmistica di Mimmo e ne ricorda i legami con il mondo edipeo e la partecipazione a congressi, concorsi e altre attività.
   L’opera è corredata di molti suoi giochi e degli esempi più belli dei maggiori enigmografi colleghi dell’autore, oggetto anche di ricordi personali. Molte e interessanti sono anche le pagine dedicate agli aspetti tecnici e divulgativi dell’enigmistica classica.

("Penombra" n. 10-2019, pag. 3)
   Mimmo (Giacomo Marino), enimmista per tradizione familiare, ha voluto scrivere ad esclusivo… uso dei suoi figli un libro in cui ripercorre la sua vita enimmistica e non solo: in esso sono riportati "quadretti" in cui ricorda personaggi con cui è venuto a contatto; ricordi di vita vissuta con aneddoti legati al mondo edipeo. Arricchiscono il libro molte foto di personaggi del nostro mondo ed una vasta antologia di giochi, sia di Mimmo stesso, sia di autori che hanno dato all'enimmistica un valore letterario oltre che ludico, con un occhio particolare dedicato a quella che è stata definita "la scuola enimmistica genovese".

 

(Luca Patrone, "Il Canto della Sfinge" n. 2019-60, pag. 12)
    “Il latino è vivo perché ci parla … Il latino ha formato le società e i sentimenti in cui tutti viviamo. Senza latino il nostro mondo non sarebbe quello che è". Con questa citazione del latinista Nicola Gardini, che facciamo nostra co­me premessa, chi ancora sostiene che il latino sia una lingua morta, dopo aver sfogliato “Hebdo­mada Aenigmatum” avrà un'ulteriore ragione per ricredersi … Chi mastica un po' di latino, pur solo per reminiscenze scolastiche, avrà certamente dedotto che il titolo è un palese omaggio alla nostra “Settimana Enigmistica”, dei cui giochi si può trovare la fedele trasposi­zione, con tanto di istruzioni in lingua per il solutore. Così il cruciverba diventa Cruci­gramma (con definizioni in linea transversa e ad perpendiculum), il crucipuzzle Inquisitio verborum, il sudoku Quadratum latinum (da compilarsi na­tu­ral­mente con i numeri romani), la "Pista ci­frata" si trasforma in Imago ab­scon­dita, e così via. Luca Desiata … sostiene che l'avvento di Internet ha decisamente facilitato la diffusione del latino: "… Il suc­cesso internazionale di Hebdomada Ænigmatum è la prova che il latino è una lingua ancora viva che può diventare un utile strumento di comunica­zione internazionale ideale per superare le barriere linguistiche che ancora rallentano l'integrazione europea".

 (Luca Martorelli, "Leonardo" n. 2019-2, pag 11)
   (…) I rebus in latino, tutti a firma del curatore del volume, si caratterizzano per il fatto di essere quasi esclusiva­mente denominativi (…). Le frasi finali sono quasi tutte idiomatiche e riproducono proverbi (…). Anche se i rebus si mostrano in definitiva piuttosto semplici e in alcuni casi presentano quelli che gli addetti ai lavori definirebbero forse come dei difetti, bisogna in ogni caso essere grati all'autore del volume per questa deliziosa collezione di giochi che dimostra come il latino sia una lingua non solo viva, ma anche divertente.

 

(Federico, "Penombra" n. 4-2019, pag. 18)   
   Nel marzo 2017 si è svolto presso l'Università di Milano-Bicocca un incontro seminariale dal titolo "Comico, enigmi, giochi di parole: alla periferia dei sistemi linguistici": incontro co-ideato da Emanuele Miola assieme a Emanuele Banfi e che adesso Ele ha voluto che costituisse l'ossatura di un volume (…). Il lettore accademico saprà leggere a tutto tondo il contenuto del volume, magari selezionando gli argomenti sulla base degli interessi specialistici. Sarà tuttavia possibile, anche per il lettore non addentro a queste tematiche di ricerca e di studio, far uscire da un'immaginaria prigione (una fortezza? una torre, forse d'avorio?) in cui si trovano confinate tematiche di eccezionale interesse, e di intrigante curiosità, pagine dense di stimoli e di invito a sprigionare la propria fantasia, probabilmente incanalata in quella sana creatività enigmistica connotata come hobby ma non solo.

 

 

("Leonardo" n. 1-2019, pag. 17)
   (…) L'autore di questo bel volume è il figlio di Luigi Spreafico (1922-1970), noto tra gli enigmisti come Esselle e animatore de La Sfinge Manzoniana.

(Federico, "Penombra" n. 2-2019, pag. 18)
   E' un lago, lo splendido lago di Como di manzoniana memoria a fare da cornice a questo romanzo in cui però "il racconto di fantasia si sviluppa – in qualche modo prendendone il respiro – sulla scena di eventi, situazioni, luoghi e momenti di vita collettiva" con ogni passo che “incrocia fatti davvero avvenuti, consegnati alle cronache, ricondu­ci­bili a una data, disseppelliti e rianimati grazie a scrupolose ricerche d’archivio". Archivi cartacei (…) e archivi della mente, della memoria familiare: Giorgio Spreafico è figlio d’arte, suo padre Luigi con lo pseudonimo di Esselle è stato sulla scena enigmistica italiana negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento ... Negli anni Sessanta dell’Ot­to­cento nasceva a Castello, nelle immediate vici­nanze di Lecco, Giuseppe Airoldi, quel giovane che incon­triamo nel primo capitolo seduto su una panchina di pietra (...). Negli anni Sessanta del Novecento troviamo Lino (il lecchese Angelo Zappa) a scoprire Giuseppe Airoldi come l’autore delle parole incrociate pub­blicate nel 1890 e a organizzare nel 1961 le celebrazioni del centenario. (…)

 

 ("Penombra" n. 11-2018, pag. 18)
   Ettore Roesler Franz è stato un pittore italiano, nonostante il cognome. Era nato a Roma, ed è conosciuto come uno dei più efficaci artisti nell’uso della tecnica dell’acquerello. … L’opera che gli ha dato più notorietà è la serie di 120 acquerelli dedicati a Roma sparita grazie alla quale ancor oggi possiamo osservare scorci della vecchia Roma.
   Questi acquerelli hanno stimolato la mente rebussistica di Nello Tucciarelli che ha “usato” cinquanta acquerelli di Roesler Franz ricavandone altrettanti rebus … un libro che non dev’essere letto, ma osservato, ammirando le opere, tutte riprodotte a colori, e risolto, ammirando la verve rebussistica del nostro Lionello.
   Un libro prezioso sia per l’arte in esso riprodotta, sia sotto il profilo enimmistico, ma ancor più prezioso per due motivi basilari: poiché non è in vendita, e per la sua tiratura limitatissima, appena cinquanta esemplari.

 

 

N.B. per riceverlo contattare l’autore: rob.morassi@gmail.com.

("Penombra" n. 11-2018, pag. 18
   Dedicato ai suoi primi maestri (Lilianaldo, Medameo e Zoroastro), l’amico Roberto Morassi (Cartesio) ha fatto dono ai congressisti romani di un elegante volumetto … che raccoglie tutti gli epigrammi da lui pubblicati dal 1982 sino ai nostri giorni, con l’aggiunta di alcune crittografie, tarocchi e cernite per un totale di ben 454 giochi di cui 417 ‘brevi’. Pochi autori, negli ultimi decenni, hanno saputo sfornare brevi così precisi, dal piglio classico (perfetti endecasillabi ed adeguate rime), costruiti su titoli brevi e ficcanti, proponendo schemi simpatici, a volte un po’ difficili ma mai irrisolvibili. Questo libro onora il certosino lavoro di un enigmista di razza, modesto e generoso e merita di essere letto e studiato da tanti colleghi, soprattutto da quelli alle prime armi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

("Penombra" n. 4-2018 pag.1)
   “I giochi enigmistici […] possiedono tutti la caratteristica peculiare di stimolare il ragionamento e, quindi, di favorire un’adeguata ginnastica mentale per conservare sveglio l’intelletto. Sono inoltre estremamente funzionali, anche perché il divertimento e la soddisfazione che procurano a chi li risolve inducono una forte motivazione a continuare ad esercitarsi. Per venire incontro a tale esigenza in questo libro verranno esposte le nozioni basilari per poter cominciare a muoversi con dimestichezza nell’affascinante e stimolante mondo dell’enigmistica”.   Il testo sopracitato è tratto dall’Introduzione del libro di Ennio Peres, a noi tutti noto per la sua ultra trenten­nale ininterrotta attività divulgativa nell’ambito dell’enigmistica in tutti i suoi aspetti. … Un’opera interessante, precisa e approfondita, degna di poter essere collocata in tutte le biblioteche degli enigmisti.

("Leonardo" n. 2-2018, pag. 22)
   Dalla prefazione: “se non si conoscono bene le regole dei giochi enigmistici, non è possibile neanche provare a risolverli. Per venire incontro a tale esigenza, in questo libro verranno esposte le nozioni basilari per poter comin­ciare a muoversi con dimestichezza nell’affascinante e stimolante mondo dell’enigmistica”. Un capitolo è dedicato al rebus; vengono passati in rassegna i suoi componenti principali e distinti i vari generi; vengono inoltre trattate le regole stilistiche e, per finire, una breve storia del rebus.

("La Sibilla" n. 2-2018, pag. 80)
   Il libro intende fornire gli strumenti basilari per acquistare confidenza con i più significativi giochi enigmistici, non solo per riuscire a effettuarli con disinvoltura, ma anche, e soprattutto, per imparare a idearli. (…) Il libro, che mostra un’encomiabile attenzione all’attuale terminologia enigmistica, è stato elaborato in forma chiara e scorre­vole, perché possa essere apprezzato da lettori di qualsiasi età, anche molto giovani. E’ utilissimo per chi comincia e al contempo è un’interessante lettura per chi è già enigmista da tempo. Un libro che consigliamo a tutti

  .

 

(Federico, "Penombra" n. 6-2018, pag. 2)
   Doppio soggetto, ovvero nascita dell’enigmistica moderna con il rincorrersi di soggetto apparente e soggetto reale: un punto di svolta nella storia dell’arte della sfinge e un cambio di paradigma che meritava di essere sottolineato con un’opera scritta, fosse essa a puntate su una rivista di classica oppure in corpo unico, offrendo la giusta visibilità e l’immediata fruibilità che solo il web può dare. Entrambe le cose: i lettori del Labirinto ricorderanno una serie di articoli da giugno 1997 a dicembre 1998 … e i frequentatori del sito della B.E.I. possono scaricare la pubblicazione. Unico l’autore nell’accuratezza storica e nell’assoluta chiarezza espositiva con cui ripercorre le tappe del «cammino che nel tempo ha portato l’enigmistica colta in lingua italiana, che ha avuto inizio già nel XVI secolo, a divenire vera e propria arte letteraria» come sottolineato da Pasticca nella presentazione. Una ben ponderata scelta di esempi consente di trovare saldi riferimenti e spunti di riflessione in un percorso che da orizzonti lontani ha portato al doppio soggetto e allo svolgimento per enigmi collegati, all’enigmistica moderna quindi. Assai gradevole la veste tipografica corredata dalla riproduzione di frontespizi di libri antichi e foto d’epoca.

 

(Guido, "La Sibilla" n. 4-2018, pag. 129)
   Vanitas vanitatum, da tempo accarezzavo l'idea di raccogliere i miei giochi più belli (?) per un'antologia, giusto per lasciare un ricordo ai nipotini. Poi mi veniva in mente una frase pronunciata da Belfagor: “Adesso tutti si fanno le antologie" e desistevo. Ma... ecco che arriva un regalo che mai e poi mai avrei immaginato: la mia antologia! Non credevo ai miei occhi, un'emozione grandissima, il cuore a mille e ovviamente lacrime. Al momento ho biascicato qualche parola che magari sarà risultata incomprensibile, ma adesso ho l'occasione per manifestare tutta la mia gratitudine agli Amici che hanno realizzato il sogno: Amus, Duke, Edgar, Efeso, EIe, Emilians, Gringoire, Lord Crab, Matt, Pavel, Pratolina: quanti giovani e giovanissimi! Ed è questo un regalo nel regalo, l'aspetto che più mi ha fatto felice ed emozionato.Belfagor non avrà nulla da rimproverarmi dall'altro mondo perché l'antologia non me la son fatta da solo. ...

 

("Penombra" n. 10-2018, pag. 2)
  … La lettura degli ultimi articoli di Federico pubblicati su Penombra ci aveva fatto sorgere il dubbio che il nostro collaboratore si fosse dimenticato dell’Italia enigmistica e forse – in modo più specifico – di cose romane. La pubblicazione del libro Roma enigmistica fuga ogni dubbio su possibili dimenticanze di Federico circa la sua città: non sarà un romano da sette generazioni, ma dimostra di conoscere molto bene gli innumerevoli riferimenti enigmistici di stampo storico – dagli antichi romani ai pontefici bersaglio di Pasquino, tra cambi di iniziale, sciarade, bisensi e altri giochi – che in molti casi si possono ancora vedere per le vie della capitale. Oppure nel sottosuolo di Roma: le curiosità possono cominciare in una chiesa romana – si tratta di San Saba – e proseguire calandosi nel tempio sottostante, l’oratorio di santa Silvia tra anagrammi, acrostici e tauto­grammi.

("Leonardo" n. 4-2018, pag. 11)
   La statua di Pasquino rappresenta per buona parte la storia enigmistica di Roma: una satira arguta, talvolta feroce, sui papi e sui potenti, sovente basata su bisensi, anagrammi e altri giochi simili. E i rebus? Possono anch’essi essere considerati un tassello dell’enigmistica romana nel corso dei secoli? “Roma enigmistica” offre una risposta positiva: naturalmente è l’Ottocento al centro dell’attenzione, dal drappo rebus esposto in onore di Pio IX a un giro per i sette colli in cui – a proposito del Campidoglio – ci si sofferma ad ammirare un rebus pubblicato dal famoso Agostino Nini.

 

("Penombra" n. 10-2018, pag. 2)
   Il cruciverba più difficile del mondo (o CruciPeres), ideato da Ennio Peres nel 1988, dal 1994 ha assunto la fisionomia di una competizione pubblica annuale, divulgata attraverso molteplici mezzi di informazione. Tutte le definizioni di questi particolari cruciverba sono elaborate in forma ambigua e fuorviante, anche se rigorosamente corrette nella sostanza. Ora è uscita l’attesa raccolta che riunisce le ventiquattro edizioni del Cruciverba più difficile del mondo, proposte dal 1994 al 2017, corredate da tutte le soluzioni e dai relativi chiarimenti. Il testo è arricchito da aneddoti, curiosità e consigli pratici; riporta l’Albo d’oro della competi­zione, con i nominativi degli oltre 150 partecipanti che sono riusciti a risolvere esatta­mente il cruciverba, almeno una volta. L’opera costituisce una indispensabile guida a beneficio di chi volesse pro­vare a cimentarsi nella soluzione di questo particolare gioco; ma offre, in ogni caso, un godibile assortimento di oltre 1500 intriganti e sorprendenti giochi di parole.

("Leonardo" n. 4-2018, pag. 18)
    (…) L’esercizio mentale che viene stimolato, nel tentativo di risolvere giochi di questo livello, è molto utile alla salute del cervello, anche se non si riesce a trovare tutte le soluzioni giuste…

 

N.B. la pubblicazione è in continuo aggiornamento: l’edizione più recente può essere scaricata dalla sezione Pubblicazioni B.E.I./Edizioni B.E.I.

(Federico, "Penombra" n. 10-2018, pag. 13)
   L'archivio Enigmisti del passato è arrivato all’edizione numero nove! Si tratta di un’avventura che trova radici in tempi lontanissimi se pensiamo a quando sono vissuti alcuni degli edipi inclusi nell’elenco, e parte da un tempo lontano, dal dicembre 2010. … Va considerato fisiologico e connaturato alla tipologia di opera (archivio che elenca chi non è più tra noi; fa un certo effetto notare come nella versione 8 Nam fosse uno dei curatori mentre adesso nella versione 9 l’indimenticato e compianto pilastro della B.E.I. lo troviamo all’inizio di una pagina verso metà dell’opera) che Enigmisti del passato debba richiedere una costante revisione con l’aggiornamento legato ai tanti amici che man mano ci lasciano. … Un’attività svolta con passione da Haunold, Manuela e Pippo: leggiamo i loro nomi sul frontespizio notando come, per la prima volta, in calce alla pagina compaia Campogalliano, la nuova sede della nostra associazione per continuare la tradizione enigmistica e che dunque (riprendo le parole del presidente Pasticca nel presentare l’opera) l’animo si allarghi «in un afflato di compresenza che include il rispetto e la gratitudine»: rispetto per gli edipi del passato – seminatori dell’humus «da cui sono poi sbocciate le veementi innovazioni enigmistiche registrate a partire dal secondo dopoguerra» – e gratitudine nella consapevolezza di trovarci, noi enigmisti di oggi, «in una luminosa, vasta famiglia bistellata la cui memoria ci riscalda».

 

N.B. L'opuscolo è scaricabile qui

("Penombra" n. 12-2018, pag. 1)
   La fervida mente di Pippo ha partorito il torneo Facelle di Penombra, un altro Opuscolo B.E.I. – il numero 19, preannunciato al recente congresso romano – ed è un regalo di compleanno anticipato per Penombra. Il “torneo Facelle” è stato per 38 edizioni, a partire dal 1957 fino al 2000, la vetrina penombrina dei giochi ‘brevi’ in cui apparivano i migliori enimmisti italiani che ogni anno si davano battaglia a suon di facelle.
    Nell’Opuscolo sono riportati, in ordine cronologico, 52 facelle proposte nelle varie edizioni del torneo; non quelle dei vincitori, ma quelle scelte tra le più votate dai giudici. Una storia inevitabilmente essenziale, ma senz’altro esaustiva, con molte citazioni di enimmisti che contestavano sia le scelte di Cameo nel regolamentare il torneo sia i giudici, le cui valutazioni, spesso, erano molto dissimili. Polemiche che Cameo puntualmente pubblicava, controbattendo punto su punto a difesa delle sue scelte. 
   L’Opuscolo si presenta piacevole sia nel suo aspetto grafico (con la riproduzione di copertine e testatine della Rivista e con foto di enimmisti) sia nella sua lettura, che scorre leggera e interessante e che raccomandiamo in particolar modo ai giovani enimmisti perché la storia di Penombra è anche la storia dell’enimmistica.

 

 

("Penombra" n. 12-2018, pag. 14)
   Un agile manualetto, con tanto di esercizi, che vi accompagnerà con competenza, ma allo stesso tempo con brio e leggerezza, per le strade del mondo enigmistico; che vi farà forse scoprire (o riscoprire) quanto sia divertente giocare con le parole.